Slava’s SnowShow

Creazione e messa in scena di Slava

Regia Viktor Kramer, Slava Polunin
Scenografia Viktor Plotnikov, Slava Polunin
Design costumi, effetti speciali Slava Polunin
Suono Roman Dubinnikov, Slava Polunin

In scena dal 1993
Oltre 6000 spettacoli
400 spettacoli all’anno
Oltre 4 milioni di spettatori

Slava Polunin è considerato “il miglior clown del mondo”, un clown non ordinario che non guarda la vita attraverso uno specchio fisso in un angolo, ma con un prima che ruota. Il suo SLAVA’S SNOWSHOW è definito come “un classico del teatro del XX secolo” (The Times, Londra), visto in decine di Paesi, centinaia di città, migliaia di volte da milioni di spettatori.
La fama è arrivata inaspettatamente presto per Slava Polunin e da quel momento non lo ha più abbandonato.
Ciò è probabilmente dovuto al fatto che Slava non fa le cose “così, tanto per fare”. Tutto nella sua vita è ponderato e accuratamente soppesato, persino le imprese più pazze, più incredibili, più avventurose. E nel raggiungere i suoi scopi è concreto, tranquillo e imperturbabile.
Evidentemente è sempre stato così; da quando ha lasciato la sua nativa Novosil (una piccola città nella provincia di Orlovsk) per vedere la più bella città del mondo, Leningrado, fin ad allora immaginata attraverso le lezioni di geografia della sua insegnante; oppure quando ha lasciato l’Istituto di Ingegneria ed Economia di Leningrado non curante dell’aspettativa di sua madre di avere un figlio ingegnere; o ancora quando, in maniera autonoma, ha iniziato a lavorare nella pantomima, questa arte intrigante ricca di segreti.
La sua eccentrica pantomima, che lui amorevolmente definiva con ironia “idiozia espressiva” (“Expressive Idiotism”) gli è valsa una grande popolarità.
Dopo solo un anno, nasce Asisyai, il clown più famoso di Polunin: una figura commovente e ironica vestito di una tuta gialla da lavoro e con un paio di pantofole rosse soffici. Questo personaggio meditabondo, gentile e poetico è nato prendendo spunto dalla tristezza poetica dei clown di Leonid Engibarov, dalla raffinata filosofia della pantomima di Marcel Marceau, dall’umanità e dalla comica amarezza dei grandi film di Chaplin. Slava li considera come i suoi maestri
Per il suo debutto, Asisyai è apparso davanti a milioni di spettatori nella puntata di Capodanno (1980-1981) della trasmissione televisiva “Light Blue Fame” in uno sketch con due enormi telefoni gonfiabili. Qui per la prima volta il pubblico ha ascoltato il suo discorso sull’amore, sulla solitudine, sul desiderio della comprensione umana, sulla felicità della scoperta e sull’amarezza della perdita che accompagna l’eroe di Polunin – e il clown stesso – al suo pubblico nei più disparati angoli del pianeta.
All’inizio Asisyai era un personaggio multi-sfaccettato; poteva essere gentile e spontaneo, ma ironico il minuto dopo, superbo nella sue convinzioni con il suo invincibile “Zya!”. Ne scaturì l’idea che ogni aspetto del personaggio poteva diventare un personaggio a sé stante.
Così è nata l’idea di un teatro di clown, ognuno diverso dall’altro ma riconoscibile e familiare ad ogni singolo spettatore.
Questo caleidoscopio di personaggi si realizza nel rinnovamento del suo Licedei, un teatro fondato da Polunin stesso. Il Licedei ha un enorme successo in tutto il paese. E’ il momento forse per riposarsi sugli allori, ma è proprio questo ciò di cui Slava non è capace. Slava è determinato ad usare la popolarità acquisita nel suo paese e inizia, piano piano, a realizzare progetti molto ambiziosi e quasi impossibili. Il primo è la Parata dei Mimi del 1982 che riunisce più di 800 artisti provenienti da tutti gli angoli del suo paese. Poi, nel 1985 Polunin trova il coraggio per gettare uno sguardo al di là della Cortina di Ferro per ritagliare uno piccolo spazio non solo per se stesso ma anche per il pubblico moscovita; proprio nel 1985, infatti, invita a Mosca mimi e clown stranieri per un festival organizzato nell’ambito del World Gathering of Youth and Students.
Come passo successivo, Polunin si rende conto della necessità di non limitarsi solo al lavoro nel campo del teatro di strada; nasce in lui l’esigenza di cercare di affascinare e di accattivarsi tutti quei giovani clown da lui reclutati nel mondo della pantomima. Questo accade nel 1987 al primo festival del teatro di strada chiamato “Licedei”.
Un anno dopo, in occasione del ventesimo anniversario del Licedei, viene organizzato l’All Union Congress of Fools. Questo evento non è solo un festival di clown, ma diventa il gioioso funerale del teatro Licedei perché, come disse Stanislavskij, un teatro muore dopo venti anni di vita; pertanto, dopo aver posizionato sul palcoscenico alcune bare, tutti i partecipanti sono invitati ad assistere al requiem. Tutto si svolge con grande dignità e onore: le tristi congratulazioni, la processione lungo le strade e, infine, il cerimonioso navigare delle bare in fiamme lungo il fiume Neva.
L’apoteosi del rendere possibile l’impossibile e del realizzare l’irrealizzabile, si concretizza nel Mir Caravan (Caravan della Pace), un festival di teatro in viaggio attraverso l’Europa, da Mosca a Parigi in sei mesi.
Gli artisti vivono in camper, si esibiscono per strada e sotto i tendoni da circo: una grande riunione di esperienze teatrali dalla Russia, Francia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Polonia che danno vita a una manifestazione epocale, una vera Odissea non senza difficoltà dovute alla novità del progetto e all’essere costantemente sotto i riflettori. Nel 1989, tre mesi prima della caduta del muro di Berlino, i partecipanti del Caravan già eliminano all’interno della Compagnia i confini tra gli stati europei – per lo meno per una certa parte di loro.
Poco dopo, nasce l’Academy of Fools. Nell’arco di un paio di anni di attività sul suolo russo, l’Academy favorisce la rinascita dell’idea del carnevale: un carnevale nuovo, contemporaneo – non recuperato dal passato. In quello stesso anno, nel 1993, gli artisti dell’Academy muovono i primi passi su quella strada che li porterà poi nell’estate 2001 alla presentazione del cosiddetto “Nuovo Carnevale” alle World Theatre Olympics ai giardini dell’Hermitage di Mosca.
Inoltre, l’Academy of Fools organizza e presenta un festival intitolato Baby-Dury (il Festival delle Donne Matte) dedicato ai clown femminili. Una coorte di “Old Fools” guidata da Rolan Bykov portò il caos a Mosca, accogliendo tra le loro fila anche grandi clowns stranieri. Erano proprio quelli che qualche anno prima Slava aveva riunito a Mosca per la rassegna “The Best Clowns of XX Century”, tra gli altri: Boleslav Polivka, Jérome Deschamps, Franz-Joseph Bogner, Jango Edwards, Leo Bassi.
Tra il 1993 e i progetti legati all’Academy of Fools, il nome di Polunin regna sulla bocca di tutti in Russia e lo spettacolo SLAVA’S SNOWSHOW viene presentato in tutto il mondo e, oltre a conquistare nuovi Paesi, ama tornare in quelli che già lo conoscono e lo accolgono come una festa (in particolare Italia, Russia, Regno Unito, Francia Messico e Corea). Nel corso dei suoi innumerevoli viaggi e tour, lo spettacolo riceve numerosi premi ottenendo sempre grandi successi di pubblico e di critica, al limite della vera e propria adorazione.
Una volta, una signora canadese ha inviato a Slava un appunto subito dopo lo spettacolo: “La tua neve scalda i nostri cuori. Grazie”.
Natasha Tabachnikova

In collaborazione con ATER, Associazione Teatrale Emilia Romagna

Mercoledì 13 marzo ore 20.30 [turno A]
Giovedì 14 marzo ore 20.30 fuori abbonamento
Venerdì 15 marzo ore 20.30 [turno B]
Sabato 16 marzo ore 16.00 [turno D]
Sabato 16 marzo ore 20.00 fuori abbonamento
Domenica 17 marzo ore 16.00 [turno C]
Domenica 17 marzo ore 20.00 fuori abbonamento
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Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli